Sequel è la prima società di consulenza italiana che puoi interrogare dal tuo assistente AI. Ma la notizia non siamo noi.

Sequel è la prima società di consulenza italiana interrogabile da ChatGPT e Claude: preventivi, controllo del sito e insight direttamente dal tuo assistente AI. Perché il customer journey si sta accorciando e cosa significa diventare azionabili dagli agenti AI.

Da oggi puoi aprire ChatGPT o Claude, scrivere “chiedi un preventivo a Sequel per la visibilità della mia azienda sulle AI” e ricevere una risposta dal nostro team. Senza aprire il nostro sito, senza compilare un modulo, senza cercarci su Google. L’assistente parla con noi e ti riporta la risposta. A nostra conoscenza siamo la prima società di consulenza italiana che si può interrogare così.

Detta così sembra una trovata di marketing. Non lo è. È il primo esempio concreto, applicato a noi stessi, di un cambiamento che riguarda ogni azienda che oggi acquisisce clienti online, la nostra compresa. E vale la pena raccontarlo bene, perché il “come” conta meno del “perché”.

Nel registro ufficiale MCP: un fatto verificabile, non uno slogan

Non ci limitiamo a essere raggiungibili dentro ChatGPT e Claude. Abbiamo pubblicato il nostro punto di accesso nel registro ufficiale del Model Context Protocol, l’indice pubblico dei server con cui gli assistenti AI possono dialogare. È un elenco aperto, chiunque può controllarlo: dentro ci sono quasi quindicimila voci, in larghissima parte software e strumenti. Una società di consulenza che si mette a disposizione come interlocutore, a cui puoi chiedere un preventivo invece di comprare un tool, è un’altra cosa. E in Italia, per ora, siamo gli unici a farlo.

Visibilità sulle AI: farsi trovare, farsi citare, diventare azionabili

Per anni lavorare sulla visibilità ha voluto dire una cosa sola: farsi trovare. Comparire su Google quando qualcuno cercava quello che offri. Poi le AI generative hanno cambiato la partita: oggi bisogna farsi citare, essere la fonte che ChatGPT, Gemini o Perplexity nominano quando qualcuno chiede un consiglio. È il tema di cui tutti parlano da un anno, sotto le sigle GEO e AI visibility.

C’è però un passo ulteriore, che quasi nessuno ha ancora fatto: diventare azionabili. Non solo essere nominati dall’assistente, ma permettergli di fare qualcosa con te: farti una domanda, avviare una richiesta, chiudere una transazione. La differenza è quella che passa tra un’insegna vista da lontano e una porta aperta. Essere citati è reputazione. Essere azionabili è accesso.

Le tre fasi della visibilità

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Farsi trovare

L'era dei motori di ricerca: comparire su Google quando il cliente cerca. È la SEO.

02

Farsi citare

L'era delle risposte: essere la fonte che ChatGPT, Gemini e Perplexity nominano. È la GEO.

03

Diventare azionabili

L'era degli agenti: l'assistente può fare cose con te, non solo parlare di te. È l'accesso.

Il customer journey si sta accorciando: dalla ricerca su Google alla conversazione con l’AI

Dietro tutto questo c’è un movimento economico, non una moda. Il percorso che portava un cliente fino a te era fatto di tappe: un bisogno, una ricerca su Google, un confronto tra siti, una pagina da leggere, un modulo da compilare, un’attesa. Su ognuna di quelle tappe si è costruita un’intera industria della visibilità. Ora quel percorso si sta comprimendo dentro un’unica conversazione. Sempre più ricerche si chiudono senza un clic, il traffico che le AI portano ai siti cresce a ritmi che la ricerca tradizionale non vede più, e per una fetta larga delle nuove generazioni il primo posto dove si chiede qualcosa non è un motore, è un chatbot.

Il percorso di acquisto, ieri

BisognoRicerca su GoogleConfronto tra sitiPagina da leggereModuloAttesa

Oggi

Una conversazione con l'assistente AI. È lì che il cliente decide.

Il punto non è che Google muoia. Il punto è che l’interfaccia tra la tua azienda e il tuo cliente si sta spostando dalla pagina web alla conversazione, e le tappe intermedie del percorso, quelle dove oggi investi per farti trovare, stanno sparendo una dopo l’altra. Vale anche per noi. Tra non molto un imprenditore o un direttore marketing che cerca un partner per la visibilità non digiterà una query su Google: lo chiederà al suo assistente, e sarà l’assistente a proporre, confrontare, in prospettiva perfino avviare il contatto. Se in quella conversazione non ci sei, semplicemente non esisti. Ci siamo mossi per primi su noi stessi proprio perché è lì che, tra poco, si deciderà chi lavora e chi no.

Il nostro metodo: test reali su di noi, non formule magiche

Qui sta la parte che ci distingue, e la diciamo senza giri di parole. Questo è un mercato giovanissimo. Chiunque oggi ti venda formule magiche o risultati garantiti sta cavalcando un’onda commerciale, non ti sta dicendo la verità. Il manuale non esiste: gli standard cambiano di mese in mese e gran parte di quello che si legge in giro è marketing travestito da metodo.

Noi lavoriamo al contrario. Sperimentiamo prima sulla nostra pelle, sul nostro sito, sui nostri strumenti. Quello che regge alla prova lo portiamo ai nostri partner. Quello che non funziona lo scartiamo e lo diciamo. Questo assistente non è un prodotto confezionato per essere venduto: è un test reale che abbiamo fatto su di noi, e oggi possiamo raccontarlo perché lo abbiamo attraversato, non perché lo abbiamo letto da qualche parte. È la nostra distanza dal mercato speculativo che ci circonda, e vogliamo mantenerla.

Per lo stesso motivo va detto anche cosa questo canale non è. Oggi il volume di chi arriva da un assistente AI è ancora piccolo, e per molti settori resterà secondario ancora per un po’. Non è un canale di volume: è un presidio. Lo spazio si occupa adesso, che è quasi vuoto, non quando sarà affollato e caro come è diventata la ricerca a pagamento. E ci sono rischi concreti: un assistente può rappresentarti male, fraintendere, esporti a usi che non avevi previsto. Per questo il controllo su dati e consensi non è un dettaglio tecnico, è il cuore del lavoro. Chi ti dice che è tutto facile e senza rischi ti sta vendendo qualcosa.

Rendere l’azienda azionabile dagli agenti AI: perché non è un gadget

La tentazione, a questo punto, è trattarla come l’ennesima casella da spuntare: “facciamoci il connettore anche noi”. È l’errore da non fare. Diventare azionabili non è installare un widget: è un’architettura, e poggia su fondamenta che la maggior parte delle aziende non ha ancora.

Prima che un assistente possa fare qualcosa con te, deve capire chi sei, cosa offri, di quali informazioni fidarsi. Servono dati strutturati fatti bene, contenuti che le macchine riescano a leggere, informazioni coerenti su ogni superficie dove il tuo brand compare, un’idea chiara di quali azioni ha senso affidare a un agente e con quali tutele su dati e consensi. E serve misurare quello che succede, perché anche qui non si governa ciò che non si misura.

Ognuno di questi pezzi condiziona gli altri. Un connettore montato su un sito che le AI leggono male, con dati incoerenti e nessun presidio sulla reputazione, non solo non porta nulla: rischia di rappresentarti peggio. È come montare un alettone in carbonio su una Cinquecento sgangherata: non vai più veloce, fai solo più rumore. Il lavoro vero si fa nell’ordine giusto, dalle fondamenta, ed è il motivo per cui conviene farlo con chi quel percorso lo ha già attraversato per intero, su di sé, e sa dove si sbaglia.

Come collegare l’assistente Sequel a ChatGPT e Claude

Il modo migliore per capire questo scenario è provarlo.

Su ChatGPT: pronto all’uso

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Apri l'assistente Sequel

Vai su Sequel · SEO, GEO e visibilità AI: si apre in ChatGPT, anche dall'app, senza configurare nulla.

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Chiedi ciò che ti serve

Scrivi ad esempio: "Il mio sito è pronto per le AI?" oppure "Voglio un preventivo per la visibilità sulle AI".

Su Claude: il connettore MCP

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Aggiungi il connettore

In Claude vai su Impostazioni, poi Connettori, tocca "Aggiungi connettore personalizzato" e incolla questo indirizzo (nessuna password):

https://api.sequel.consulting/mcp.php

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Chiedi in chat

Scrivi ad esempio: "Chiedi un preventivo a Sequel per un assessment SEO/GEO della mia azienda". Claude ti chiederà conferma prima di inviare qualsiasi dato.

Questo canale è in continua evoluzione: aggiorniamo costantemente strumenti e connettore man mano che gli standard maturano, così resta sempre allineato a come gli assistenti AI dialogano con l’esterno. La guida completa, con tutti i dettagli su dati e privacy, è sulla pagina dedicata all’assistente AI.

La domanda vera, però, non è “anche voi avete un assistente AI?”. È un’altra: quando i tuoi clienti smetteranno di cercarti e cominceranno a chiederlo al loro assistente, la tua azienda ci sarà in quella conversazione? Ti troveranno, ti citeranno, potranno parlarti? Noi abbiamo fatto il percorso per primi, su noi stessi. Per questo sappiamo esattamente cosa serve per fartelo fare.

Domande frequenti

Basta aprire l'assistente dedicato "Sequel · SEO, GEO e visibilità AI" su ChatGPT: si avvia con un clic, anche dall'app, senza configurare nulla. Poi si chiede in linguaggio naturale, ad esempio un preventivo o un controllo del proprio sito.

In Claude si va su Impostazioni, poi Connettori, si aggiunge un connettore personalizzato e si incolla l'indirizzo https://api.sequel.consulting/mcp.php. Nessuna password, niente da installare. Il connettore funziona anche con qualsiasi altro client compatibile con il Model Context Protocol.

Significa che un assistente AI non si limita a citarla, ma può compiere azioni con lei per conto dell'utente: fare una domanda, avviare una richiesta di preventivo, in prospettiva chiudere una transazione. Essere citati è reputazione, essere azionabili è accesso diretto al cliente.

È l'indice pubblico dei server compatibili con il Model Context Protocol, lo standard aperto con cui gli assistenti AI dialogano con strumenti esterni. Chiunque può consultarlo: contiene quasi quindicimila voci, in larghissima parte strumenti software. Sequel vi ha pubblicato il proprio punto di accesso ufficiale.

Sì, è gratuito: controllo del sito, stato degli update Google, ricerca negli approfondimenti e richiesta di preventivo. Nessun dato personale viene inviato senza consenso esplicito: per il preventivo l'assistente chiede nome, email ed esigenza e li trasmette solo dopo conferma.