La Piazza 2026: l'AI e il futuro dell'informazione al centro del dibattito

Partner della nona edizione de La Piazza a Ceglie Messapica: l'AI nell'agenda del Paese con Lenoci e Sorrenti, e la riflessione di Giorgino sull'informazione.

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Sequel è stata partner della nona edizione de La Piazza - Il bene comune, la kermesse politico-economica che Affaritaliani.it organizza dal 2018 a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Tre giorni, dal 27 al 29 agosto, in cui sul palco si sono alternati ministri, leader politici nazionali e protagonisti dell’imprenditoria italiana, con la conduzione di Francesco Giorgino e del direttore Marco Scotti.

Il palco de La Piazza 2026 a Ceglie Messapica, sotto la torre dell'orologio
Il palco de La Piazza 2026 a Ceglie Messapica, sotto la torre dell'orologio

Perché questo appuntamento contava anche per noi

Due dei fili che hanno attraversato la tre giorni passano esattamente dal nostro lavoro. Il primo è l’intelligenza artificiale e il posto che deve occupare nell’agenda del Paese. Il secondo è il futuro dell’informazione professionale. A Ceglie Messapica li abbiamo ritrovati entrambi sul palco principale, nello stesso fine settimana.

L’AI nell’agenda del Paese: il confronto tra Marco Scotti e Marco Lenoci

Sul palco il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ha intervistato il nostro CEO Marco Lenoci, alla guida di Evolution Group, il gruppo di cui Sequel fa parte. Il punto di partenza era una questione concreta: l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, dal cloud ai modelli, è nelle mani di poche grandi aziende.

Il panel Il futuro con l'AI, con il direttore Marco Scotti e il nostro CEO Marco Lenoci
Il panel Il futuro con l'AI, con il direttore Marco Scotti e il nostro CEO Marco Lenoci

Lenoci ha portato la prospettiva di chi questa tecnologia l’ha vista nascere da dentro, con cinque anni in Silicon Valley a occuparsi di partnership per i prodotti AI di Google. «Sono preoccupato perché non mi sembra che l’intelligenza artificiale sia al centro del dibattito politico così come dovrebbe essere. È la più grande rivoluzione tecnologica che l’umanità abbia mai visto: a seconda di ciò che ne faremo, potrà essere la migliore innovazione possibile o il peggiore scenario per il futuro del lavoro e delle persone».

Le opportunità sono enormi, dal contributo alla lotta al cambiamento climatico alla scoperta di cure per malattie rarissime. Altrettanto concreti sono i rischi, dalla concentrazione della tecnologia in pochi grandi attori globali alla cybersecurity, fino all’impatto sull’occupazione. Da qui il punto politico dell’intervento: servono pianificazione e regole comuni, e la scala giusta è quella europea. «L’Italia, dal punto di vista tecnologico, senza l’Europa non esiste. Dobbiamo essere proattivi nel chiedere all’Europa regole comuni, perché l’AI sia un fattore positivo per tutti».

La sponda istituzionale: la sovranità digitale europea a guida italiana

La risposta delle istituzioni è arrivata sullo stesso palco. Serafino Sorrenti, Executive Vice President dell’European Digital Infrastructure Consortium, ha raccontato il percorso che ha portato l’Europa ad affidare all’Italia un ruolo guida nella transizione verso la sovranità tecnologica e digitale europea, con la nascita del Digital Commons EDIC su pilastri che vanno dal cloud all’intelligenza artificiale fino alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. «Tre anni fa, quando ho candidato l’Italia per questa progettualità, qualcuno mi ha detto: sei pazzo. Oggi l’Europa ha scelto l’Italia come modello».

Sorrenti ha rivendicato anche la legge 132 del 2025, che ha fatto dell’Italia il primo Paese europeo a legiferare sull’intelligenza artificiale dopo l’AI Act dell’Unione.

Il confronto tra chi chiede regole e chi le sta scrivendo è esattamente quello che un appuntamento come La Piazza può mettere in scena, davanti a chi ha la responsabilità di decidere.

La piazza durante una delle serate della kermesse
La piazza durante una delle serate della kermesse

L’era dell’informazione senza giornalismo

Il secondo filo lo ha teso Francesco Giorgino, conduttore di questa edizione, con la sua riflessione sull’era dell’informazione senza giornalismo. È un tema che tocca il cuore del lavoro che facciamo ogni giorno con le realtà editoriali italiane: aiutare chi produce informazione con metodo e deontologia a difendere la propria visibilità, nei motori di ricerca e nelle risposte delle AI. Gli abbiamo dedicato un approfondimento nel nostro spazio Dentro l’Algoritmo.

Francesco Giorgino, conduttore della nona edizione, intervistato a margine dell'evento
Francesco Giorgino, conduttore della nona edizione, intervistato a margine dell'evento

Grazie a chi l’ha resa possibile

I relatori del panel dedicato all'AI a fine serata
I relatori del panel dedicato all'AI a fine serata

Complimenti a Marcello Antelmi, presidente dell’Associazione La Piazza, al direttore Marco Scotti e a tutto il team di Affaritaliani per un’organizzazione impeccabile. Ci vediamo alla decima edizione.

Domande frequenti

È la kermesse politico-economica che Affaritaliani.it organizza a Ceglie Messapica dal 2018, arrivata nel 2026 alla nona edizione. Per tre giorni, a fine agosto, porta sullo stesso palco ministri, leader politici e imprenditori per raccontare l'Italia che riparte dopo l'estate.

Perché i temi su cui lavoriamo, intelligenza artificiale, informazione, visibilità nelle risposte AI, sono diventati questioni di interesse pubblico. La Piazza è uno dei pochi contesti in cui imprese e politica ne discutono davanti allo stesso pubblico, e per noi esserci con un punto di vista era più utile che osservare da fuori.

Il CEO di Evolution Group ha detto a Ceglie Messapica che l'AI merita un posto più centrale nel dibattito politico italiano ed europeo, perché a seconda di come verrà pianificata e regolamentata potrà rivelarsi una straordinaria opportunità o un rischio serio per lavoro, informazione e società. La strada indicata è quella di regole comuni a livello europeo.